Bolletino 2004

Lettera di aggiornamento
Ottobre 2004
2

Communio Internationalis Benedictinarum

Editoriale

 Riconoscimento del CIB da parte del Congresso degli Abati

 Incontro della Conferenza des CIB 2004
- Discorso di benvenuto
- Dialogo con le Benedettine Italiane
- Le Benedettine in Italia
- Il resoconto della moderatrice
- Cerca la Pace e perseguila

 Uno spirito benedettino ad un  grande incontro

 Notizie in breve

 Documentazione
n.7,8 e 9 della Lex Propria

 Resoconto del Moderatore al Congresso degli Abati

 Estratti dal Foglio di Preparazione dell’ UISG/USG

Editoriale

La lettera di aggiornamento uscita dopo l'incontro della Conferenza del CIB a Sydney, nel 2003, contenente molte informazioni per le regioni è stata accolta da tutti con entusiasmo. Essa è stata tradotta in diverse lingue e la si può trovare sul sito internet del CIB ( www.benedictines-cib.com ). Anche quest'anno dopo l'incontro della Conferenza ad Assisi, Settembre 16-20, c'è stata la richiesta per una nuova newsletter che raccogliesse le informazioni fatte circolare durante il meeting. Per la prima volta le organizzatrici dell'incontro hanno consapevolmente fissato come loro obiettivo l’avvicinamento de CIB ai monasteri della regione, considerandolo come un modo per saldare la rete di rapporti. Dopo un incontro riuscito in pieno nei suoi propositi, i membri della Conferenza del CIB sono stati invitati a partecipare al Congresso degli Abati a Roma. Tra gli impegni in agenda era previsto il voto degli abati per un aggiornamento della Lex Propria al fine di includere in essa la questione del rapporto tra la Confederazione e il CIB. Il risultato rappresenta il coronamento della lavoro della Conferenza del CIB svolto fino ad adesso ed è stato accolto ugualmente dagli uomini che dalle donne con grande gioia.

Sr. Monica Lewis OSB

Riconoscimento del CIB da parte del Congresso degli Abati

 Sabato 25 settembre è stato il grande giorno per il CIB nel Congresso degli Abati. Dopo un duro lavoro di molti anni il nostro consigliere (canonicale), l'Abate Presidente Richard Yeo, aiutato dalla Badessa Joanna Jamieson di Stanbrook, ha stilato un testo da proporre al Congresso degli Abati per alcuni cambiamenti nella Lex Propria della Confederazione Benedettina del 1985.

A quel tempo non c'era ancora il CIB. Neanche la commissione dell'Abate Primate delle donne benedettine esisteva. C'era solo un breve capitolo nella Lex Propria del 1985 sulla Commissione per le suore e la Commissione per le monache che esisteva in quel periodo, ma lo sviluppo del CIB negli ultimi 20 anni ha dimostrato che esso era piuttosto datato. La modifica principale suggerita dall'Abate Richard era la sostituzione di questo capitolo con uno nuovo, chiamato Collaborazione tra le benedettine (il testo completo latino del n.7-8-9 lo si può trovare a sotto).

L'abate Richard ha descritto questo nuovo testo in modo chiaro e completo; è stato dato agli abati il tempo di porre delle domande. Ma secondo la buona tradizione benedettina, la votazione non è stata fatta immediatamente. Durante la giornata di domenica tutti hanno avuto la possibilità di riflettere su che cosa avrebbe significato per la Confederazione benedettina avere questo capitolo sul CIB nella sua Lex Propria. "La Confederazione prevedrà un ombrello sotto il quale il CIB potrà esistere agli occhi della Chiesa", l'abate Richard aveva affermato durante la sua esposizione. Ciò deve avere convinto quasi tutti. Il lunedì mattina ha avuto luogo la votazione e una schiacciante maggioranza degli abati ha accettato la riforma.

M. Maire ha espresso gratitudine al congresso degli abati con parole sincere, da parte del CIB e ha affermato che l'immagine dell'ombrello, anche se non specificatamente biblica, si accorda con la persona di San Benedetto e di Santa Scolastica. Ha sottolineato che l'ombrello è utile quando piove oppure come parasole quando c'è un caldo cocente. Ma la speranza è anche in un tempo mite e sereno, nel quale non avremo bisogno di alcun ombrello e potremo proseguire il nostro cammino fianco a fianco,davanti agli occhi di Dio, nella nostra missione e nella vita monastica.

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INCONTRO DELLA CONFERENZA DEL CIB 2004

ASSISI, Settembre 16-20

Discorso di benvenuto di M. Giacinta Soverino OSB

Da parte di tutta la comunità benedettina di S. Giuseppe di Assisi, ma anche da parte di tutti i monasteri benedettini di suore e monache presenti in Italia come loro rappresentanti, vorrei dare il benvenuto a tutte voi qui presenti. Anche se viviamo in continenti diversi abbiamo tutte la stessa regola,  lo stesso fondatore. Grazie a ciò, ci rendiamo conto di non essere separate, ma in realtà riunite.

 Sarebbe un'atmosfera sicuramente più "benedettina" se ci trovassimo a Norcia, luogo in cui nacque San Benedetto, o a Subiaco, dove egli ha vissuto come eremita o come cenobita nei primi anni di vita monastica, o ancora a Monte Cassino, dove il nostro fondatore ha espresso la sua maturità monastica scrivendo la regola. Ma ai giorni nostri penso sia molto bello incontrarci qui ad Assisi, la città del dialogo, dove siamo riuniti perché vogliamo confrontarci e cerchiamo di imparare a conoscerci e a collaborare le une con le altre. Assisi è considerato un richiamo all'unità conosciuto in tutto il mondo, per coloro che credono in Cristo e per i fedeli di altre religioni. Perché non dovrebbe essere quindi il centro di comunione per i seguaci della Regola di San Benedetto, sempre nel nome di Cristo?

Lasciate che io esprima i miei più sinceri auguri affinché questi giorni possano contribuire alla crescita della Comunione Benedettina e dell’avvicinamento di tutte noi. Grazie per essere venute qui, per essere qui. 

 

Dialogo con le Benedettine Italiane 2004

L'incontro della Conferenza annuale 2004 che normalmente si svolge un giorno prima del Congresso degli Abati, è stato organizzato non in Sant'Anselmo, bensì ad Assisi e questa idea è nata in Australia nel 2003, mentre si discuteva di come sviluppare il dialogo con i monasteri di ogni regione.

Proprio durante l'incontro della Conferenza del CIB in Australia, l'Unione di tutte le superiori benedettine in Australia e in Nuova Zelanda stava svolgendo un'altra riunione ed è stato possibile condividere molto tempo insieme, nella liturgia, durante i pasti e le uscite; è inoltre stato possibile confrontarsi in maniera informale ed imparare qualcosa dagli altri. Similmente c'erano alcune Sorelle del Buon Samaritano che hanno passato i giorni dell'incontro con noi aiutando nei lavori di segreteria o nella commissione liturgica.

La condivisione della liturgia, dei pasti e delle uscite ha aiutato la variegata compagnia di Australiane e delegate a crescere insieme, costruendo ponti tra di loro e imparando le une dalle altre attraverso le differenze e le cose in comune.

Il fatto che ci fosse una lingua comune (solo pochi della Conferenza del CIB non parlavano inglese) ha reso più semplice il processo. Ma anche l'esperienza di stare tra di noi è stata importante e ci ha mostrato la via per proseguire il nostro cammino.

M. Giacinta ha ovviamente sottolineato l'aspetto del dialogo durante l'incontro di Assisi. Ci sono 150 monasteri in Italia nel Catalogus 2000. E' un numero di gran lunga superiore rispetto ai circa 10 monasteri rappresentati dall'Unione delle Benedettine Australiane e Neozelandesi. Dunque in Italia ci sono numerosi ponti che debbono essere costruiti, sia per quel che riguarda il numero di benedettine nei monasteri italiani, sia per le difficoltà causate dalle barriere linguistiche. Nonostante ciò ci si è dati da fare e un gruppo di 30 badesse e suore si è ritrovato per un incontro di 24 ore da mezzogiorno del 17 settembre a mezzogiorno del 18. Punto cruciale di questo incontro è stata la preparazione del dialogo. Una parte del tempo è stata dedicata alla presentazione di tutte le presenti, dopodiché c'è stato il tentativo di avvicinare le parlanti in inglesi alle parlanti in italiano. Grazie alla presenza delle suore filippine ad Assisi e a Bastia e grazie al fatto che numerose suore italiane appartenenti ad altre comunità hanno offerto il proprio aiuto nella traduzione, è stato possibile creare 15 piccoli gruppi (composti ognuno da 4 o 5 sorelle, di cui una fungeva da interprete per le altre), nei quali italiane e membri della Conferenza del CIB si sono incontrate le une con le altre per parlare della loro esperienza monastica. Anche le suore parlanti spagnolo di Messico e El Salvador e appartenenti alla comunità italiana hanno avuto la possibilità di incontrare i membri della conferenza provenienti da Argentina, Messico e Spagna e hanno aiutato nella traduzione per le suore italiane. Il contenuto della discussione era stato ben preparato sin da prima.

Il discorso fatto in Australia da Sr. Margaret Malone sulla riconciliazione nella Regola di San Benedetto era stato inviato a tutte le numerose partecipanti italiane  avevano discusso di questo documento nelle loro comunità e avevano scritto le loro idee in proposito. Tutto ciò ha permesso di rendere la condivisione più personale, più immediata.

Nonostante sia stato difficile creare gruppi bilanciati visto che non si conoscevano a fondo le doti di tutte le persone coinvolte, la grande quantità di tempo dedicata al lavoro di gruppo nella mattina del 18 settembre è stata accolta con entusiasmo. Nonostante il duro lavoro di traduzione e l'impegno nel cercare di ascoltare e di capire le altre, si è presto sciolto il ghiaccio causato dalla barriera linguistica e abbiamo iniziato ad essere più consapevoli dei doni di ciascuna. Abbiamo ancora tanta strada da percorrere ma il riserbo iniziale è scomparso, la volontà di raggiungere l'altro è cresciuta e la gioia per una comunicazione riuscita ha animato l'incontro durante il rituale di chiusura.

La comunicazione non è resa possibile solo grazie al dialogo tra i partecipanti, ma anche grazie al luogo nel quale ci si incontra. L'accogliente atmosfera del monastero di San Giuseppe, la gioia di M. Giacinta nell'accoglierci ad Assisi, il lavoro di preparazione di Sr. Mariangela e degli altri membri della comunità, la liturgia condivisa e la serata con le giovani suore filippine che ci hanno intrattenuto con le loro danze, sono stati tutti elementi che hanno aiutato a rilassarci, momenti in cui la comunicazione non verbale è stata altrettanto importante quanto quella espressa a parole. Il cantare tutti insieme "Laudate si, mi Signore", "Be praised, o my Lord"- la preghiera di San Francesco, ci ha regalato parole comprensibili a noi tutte.

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LE BENEDETTINE IN ITALIA.

Secondo il Catalogus Monasteriorum OSB sororum et monialum 2000 ci sono cinque federazioni di moniales in Italia: la federazione Centro-meridionale con 10 monasteri, la Federazione Piceni-Marchae Inferioris con 13 monasteri, la Federazione Italiae Septentrionalis con 10 monasteri, la Federazione Tusciae con 7 monasteri e la Federazione Umbrae-Marchae con 9 monasteri. Dopo l’anno 2000 alcuni monasteri sono stati chiusi, e molti devono oggi fare fronte alle tante difficoltà comuni in Europa, la scarsità di vocazioni e l'invecchiamento delle comunità, ma c'è anche un certo numero di monasteri che gode di buona salute. Queste cinque Federazioni sono in stretto contatto tra di loro e le loro superiori organizzano degli incontri annuali. Oltre a queste Federazioni ci sono 100 indirizzi di Bendedettine, moniales e sorores presenti in Italia. Alcune appartengono alle congregazioni internazionali come le Benedettine dell'Adorazione Perpetua o la Congregazione Camaldolese. Alcuni sono congregazioni più o meno grandi di Benedettine. Tutte hanno una loro storia e strutture proprie e intrattegono contatti più o meno stretti con altre Benedettine. Non c'è però alcuna rete di comunicazione capillare tra di loro.

Le suore presenti all'incontro hanno parlato di forti movimenti di rinnovamento dopo il (Concilio) Vaticano II, che ha aperto la possibiltà di studi teologici e monastici per le giovani Benedettine in fase di formazione. Si è parlato della possibilità di svolgere la liturgia, cantandola in diverse comunità con grande cura, utilizzando sia il latino che l'italiano. L'uso dell'arpa per accompagnare la salmodia sembra essere piuttosto comune in molte comunità. In ogni modo la mancanza di una rete che includa tutte le Benedettine in Italia rende difficile una visione globale della scena monastica nel suo complesso.

Il meeting di Assisi - Un incontro tra San Francesco e San Benedetto.

Per molti dei membri della Conferenza del CIB si è trattato della prima esperienza nel bellissimo paese di Assisi, la patria di San Francesco, con le sue strade medievali, le case e le chiese, restaurato dopo il devastante terremoto del 1997. I Benedettini di Assisi del tredicesimo secolo accolsero San Francesco e Santa Chiara e fecero costruire gli edifici del primo convento delle Povere Clarisse a San Damiano. Il monastero benedettino di San Giuseppe, dove si è svolto quest'anno il nostro incontro, è stato fondato nell'anno della morte di San Francesco, il 1226, praticamente accanto alla residenza del vescovo, dove San Francesco si spogliò dei propri abiti e li restituì al padre, con l'intenzione di abbandonare tutte le cose materiali di questo mondo. Appena oltre si trova la basilica di Santa Chiara, costruita appena dopo la morte di Santa Chiara e luogo nel quale la comunità delle Povere Clarisse di San Damiano si sono trasferite nel 1260. Proprio là, durante l'incontro, le componenti della fiorente comunità delle povere Clarisse alla tomba del santo, ci hanno invitato a prendere parte ai loro vespri cantati splendidamente, il giorno 17 Settembre, che per noi corrisponde alla festa di S. Hildegard e per loro la festa delle stimmate di S. Francesco. In preghiera silenziosa davanti al crocifisso di San Francesco, che originariamente si trovava in San Damiano, abbiamo affidato a Dio le aspirazioni e i bisogni di tutte le benedettine. E' stato proprio durante la preghiera davanti a questo crocifisso che il nostro Dio ha parlato a San Francesco, dicendo: "Va' Francesco e ricostruisci la mia casa; come vedi, essa sta cadendo in rovina". 

Il sabato mattina Sr. Maria Kolkìokotsa, ofm, l'amica francescana dei nostri ospiti che ci ha aiutato nelle traduzioni, ci ha condotti nel luogo di nascita di San Francesco e alla Basilica, costrutia nel 1230 e decorata con numerosi celebri affreschi  di Giotto e della sua scuola. Lì abbiamo pregato presso la tomba di San Francesco in polacco e in inglese per le benedizioni dei nostri monasteri. Là, nella cappella della pace, situata nel monastero dei frati Francescani vicino alla Basilica, abbiamo celebrato l'Eucarestia e abbiamo pregato con le parole di San Francesco: " Fammi uno strumento della tua pace". Nel pomeriggio molte di noi hanno visitato la chiesa di San Damiano e sono state profondamente colpite dall'atmosfera di pace che regna là. Sembra proprio che San Francesco abbia ancora molto da dirci anche oggi.

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Ill resoconto della moderatrice alla Conferenza del CIB,
Assisi, Settembre 2004.

Mie care Sorelle,

Vorrei iniziare il mio resoconto portando alla vostra attenzione un documento che è stato in circolazione per alcuni mesi. Alcune di voi ne saranno a conoscenza, altre no. Questo foglio costituisce il risultato del lavoro di un gruppo facente parte delle due unioni internazionali dei superiori generali, l'UISG e l'USG, in preparazione al Congresso sulla Vita Consacrata che si è tenuto a Roma nel novembre di questo anno. L'obiettivo generale di questo Congresso è: capire insieme, attraverso una consapevolezza generale, che cosa lo Spirito di Dio sta portando in mezzo a noi, dove lo Spirito ci sta conducendo e come noi possiamo rispondere alle sfide del nostro tempo, per costruire il Regno di Dio nel bene comune. (1 Cor 12,7).

La consapevolezza del fine ultimo del Congresso sulla Vita Consacrata è stato un aiuto per me mentre stavo preparando questo incontro, perché mi ha suggerito le parole giuste per iniziare il mio resoconto. Non è ciò esattamente quello che dovremmo fare noi, in quanto Superiori dei monasteri femminili, viventi secondo la Regola di San Benedetto? Non è forse questa la vera ed effettiva ragione per la quale le suore e le monache benedettine si sono riunite più di 30 anni fa con l'obiettivo di fare nascere un'organizzazione, una comunione internazionale, che ci aiuti in questo compito? Il fatto che l'UISG e l'USG abbiano organizzato questo Congresso proprio ora e con questi obiettivi rappresenta un segno di quanto sia efficace il lavoro dello Spirito nella Chiesa. E' anche un segno del lavoro dello Spirito che queste idee siano nate non solo a livello di UISG e di USG ma anche a tanti altri livelli, e in diversi modi. In particolare come benedettine, suore e monache, anche noi stiamo cercando di discernere con consapevolezza, che cosa lo Spirito di Dio porta in mezzo a noi, dove lo Spirito ci sta conducendo e come noi possiamo rispondere alle sfide dei nostri tempi, nella creazione del Regno di Dio per il bene comune.

Il nostro profilo di Comunione internazionale di Benedettine non è ancora così tanto chiaro come apparirà invece in futuro. Il CIB è ancora un'organizzazione giovane, noi siamo ancora coinvolte nella creazione delle nostre fondazioni. Questo è il motivo per il quale molto di ciò di cui tratto riguarda questioni organizzative e di affari. Prendiamo il foglio di lavoro dell' UISG/USG come un suggerimento opportuno per fare in modo di tenerci focalizzate sui nostri obiettivi essenziali. Continuiamo a tenere in mente senza stancarci e costantemente- anche mentre ascoltiamo i resoconti delle attività mondane della nostra organizzazione- che noi ci occupiamo di questo e di nient'altro.

Riguardando a questo anno passato dopo il nostro incontro a Sydney, posso dire di avere riscontrato un continuo, costante progresso nella costruzione della fondazione del CIB.

  • M. Joanna e l'Abate Richard hanno preparato la nostra applicazione, che dovrà essere presentata la settimana prossima al Congresso degli Abati a S. Anselmo, per un riconoscimento esplicito del CIB nella Lex Propria della Confoederatio Benedictina. Una volta che gli Abati avranno dato la loro approvazione, noi avremo raggiunto l'obiettivo che ci eravamo prefissate 5 anni fa a St. Louis.
  • I chiarimenti preliminari necessari per il conferimento dello status legale del CIB hanno visto dei progressi. Abbiamo stabilito che per noi sarebbe fattibile fondare un'associazione dall'interno del CIB, riconosciuta dalla Legge tedesca come una persona giuridica, affinché si possano accettare donazioni ottenendo degli sgravi fiscali. Durante l'incontro presenteremo i risultati della nostre ricerca alla Conferenza più in dettaglio.
  • Ci sono dei progetti in corso per il Simposio 2006. Durante questo incontro cercheremo di discuterne. Abbiamo tracciato le linee guida per tutte coloro che sono coinvolte nella preparazione dei Simposia dei CIB, e questo, unito alla considerevole esperienza che abbiamo accumulato durante i 4 passati Simposia e il nostro Colloquium 2000 contribuirà a dare ai nostri incontri l’impronta del carisma benedettino e della ricerca di Dio e del Suo servizio nel mondo del 21° secolo.

Il CIB non è una struttura che si occupa di giurisdizione o di potere. Ogni monastero, congregazione, federazione continua a mantenere le strutture canoniche che ha avuto fino ad ora. Noi costituiamo semmai una rete per le comunicazioni ispirate dallo Spirito per i monasteri femminili consociati alla Confoederatio Benedictina, e il nostro grande obiettivo è quello di portare nel 21° secolo il monachesimo femminile vivente secondo la Regola di San Benedetto. La comunicazione all’interno di questa rete fa passi avanti anno dopo anno. Le monache benedettine di tutto il mondo stanno imparando a conoscersi, si incoraggiano a vicenda nella loro comune vita monastica, imparano a collaborare per promuovere i loro obiettivi. Ogni anno che passa mi trovo ad essere Moderatrice e mi capita, e probabilmente  la stessa cosa succederà anche a voi nelle vostre regioni o nel vostro ambito di esperienza, di trovarmi a contatto con settori della vita benedettina odierna che sono nuovi per me. Vorrei condividere con voi alcune esperienze che ho avuto nell’ultimo anno e alcuni pensieri e domande che mi circolano per la testa in questo momento.

Con il primo Symposium, tenuto nel 1987, si è fatto  il “grande passo in avanti” di riunire le Moniales e le Sorores OSB per la prima volta, per condividere le esperienze delle loro diverse vite consacrate in una comune spiritualità benedettina. L’incontro e la condivisione iniziate nel 1987 continuano a produrre i loro frutti per tutte coloro che vi partecipano. Per tante il solo sapere dell’esistenza del CIB e il ricevere informazioni e resoconti costituiscono un grande incoraggiamento e ispirazione, anche se non hanno mai partecipato ad alcun incontro. Forse non raggiungeremo mai proprio tutte, ciò non è indispensabile. Ma ogniqualvolta ci accorgiamo che ci sono delle aree che non riusciamo a raggiungere facilmente, io credo che la domanda che dobbiamo rivolgerci è. “Che cosa sta succedendo qui?”. Mi stupisce il fatto che nonostante ci siano tante moniales che hanno dato dei contributi consistenti alla creazione del CIB, è in genere più facile vedere della partecipazione da parte delle Sorelle, che dalle Monache. Ci sono di certo diversi motivi alla base di tutto ciò e non pretendo certo di conoscerli tutti. Ma io credo che dovremmo almeno tenere in considerazione questo fatto e cercare di comprendere le sue implicazioni per noi.

Leggendo il foglio di lavoro dell’ UISG/USG sono rimasta colpita positivamente nel vedere come le congregazioni apostoliche (i monasteri delle moniales non sono membri dell’UISG) abbiano fronteggiato l’abbandono di molti dei propri lavori apostolici attraverso un rinnovamento, cercando di approfondire la dimensione contemplativa della loro vocazione cristiana. Esse stanno cercando di integrare attraverso la preghiera il loro profondo amore per le scritture e il loro desiderio di unione a Dio, con i riflessi delle situazioni delle persone di cui si prendono cura, i problemi della globalizzazione, l’impotenza dei poveri di ogni tipo e i loro sforzi per piantare i semi di pace e fratellanza ovunque si trovino ( VC 108, foglio dell’UISG pag.17).

Mi chiedo come i monasteri delle Monache, tra cui figurano i nostri monasteri benedettini, risponderebbero a questo foglio. Quale sarebbe il loro commento? Ritroverebbero la dimensione contemplativa proprio come loro stessi la capiscono e cercano di riviverla come riflessa in queste pagine? Sono sicura che alcune ci riuscirebbero, almeno in parte, ma sono abbastanza certa che alcune direbbero: “Sì, ma c’è qualcosa che considero essenziale per la comprensione della nostra vita contemplativa cristiana, e che non riesco a ritrovare in questo foglio di lavoro”. Credo che ciò interessi qualcosa di vitale per la vita consacrata, per la Chiesa e per il regno di Dio. E credo che il CIB, essendo stato creato per religiose viventi secondo diverse forme di vita monastica, costituisca un’opportunità unica per esplorare nella comunità il cuore contemplativo della vita cristiana e dell’amore cristiano, non solo nella teologia e nella vita accademica, ma anche nella vita reale, e credo anche che il CIB possa aprire le sue porte alle persone di tutti gli stili di vita, affinché esse lo scoprano e rispondano attivamente ad esso.

In quanto benedettine del 21° secolo vogliamo condividere con la Chiesa e con il mondo il messaggio di Subiaco. Quando visitiamo Subiaco, come tutte voi sapete, ci rechiamo nella grotta dell’Adorazione e della Contemplazione, luogo nel quale San Benedetto ha passato tanto tempo in preghiera. E andiamo nella Grotta dei Pastori, dove egli ha passato il suo tempo insegnando alle persone della zona, che venivano da lui per i consigli, l’incoraggiamento e le consolazioni della fede. Tutti i nostri monasteri hanno virtualmente tra le loro pareti una grotta della Contemplazione e una grotta dei Pastori e ognuna di noi suore si sposta da una all’altra. Ogni monastero, ogni congregazione ha il suo profilo particolare che deriva dal luogo che queste due Grotte hanno nella vita e nella missione della comunità e degli individui. Forse più di qualsiasi altra famiglia nella vita consacrata noi abbiamo il messaggio che queste due grotte che abbracciano i tanti e diversi profili della vita monastica, sono legate l’un l’altra in maniera inestricabile.

Io credo che molte Moniales abbiano esperienze da condividere riguardo alle due Grotte e per noi sarebbe un grande arricchimento ascoltarle. E forse questa esperienza gioverebbe anche a loro e porterebbe un crescente aiuto per loro stesse attraverso l’ascolto di coloro che sono già coinvolte e di coloro che conducono diverse forme di vita benedettina. Vengo a conoscenza delle varie comunità e mi è sempre più chiaro che il tipo di vita monastica incluso nei monasteri delle moniales abbia qualcosa che è essenziale per tutte le benedettine, visto che i monasteri più chiusi possono trarre grande beneficio dalle competenze delle comunità più aperte, in situazioni dove devono fronteggiare grandi sfide per vivere il loro carisma nel clima sempre in cambiamento del mondo post-moderno. Come può ciascuna di noi scoprire l’equilibrio tra le due Grotte, che è compatibile con se stessa e con la sua comunità e farlo passare dal messaggio del Vangelo attraverso la forma di vita monastica? La rete del CIB aiuterà ciascuna di noi nella ricerca di questo equilibrio.

Sono stata in contatto e ho visitato numerosi monasteri negli ultimi anni. E’ sempre una grande gioia  e un arricchimento. Si tratta di un enorme privilegio per me il potere essere la “destinataria” di così tanta fiducia, visto che una comunità condivide le proprie ricchezze, speranze e problemi. Ci sono alcuni progetti ancora fragili e in fase di ideazione, che hanno bisogno di insegnamento e vivo incoraggiamento, altri che sono giunti ad un momento di stagnazione e che hanno bisogno di una spinta dall’interno della famiglia benedettina per acquisire una visione coraggiosa.

Ho viste monasteri dove la mancanza di abilità moderne, capacità di business, comunicazione e di leadership hanno causato un’enorme perdita di energia spirituale, altri che saranno quasi sicuramente chiusi tra poco tempo, perché non ci sono più state suore giovani che siano entrate in quella comunità per tanti anni. Il CIB non può risolvere problemi di personale o finanziari per nessuna comunità e non può nemmeno sradicare i conflitti che talora tormentano anche le migliori comunità. Ma il CIB può aiutarci a mettere in comune le nostre risorse e a continuare a imparare le une dalle altre. Possiamo fortificarci a vicenda condividendo il nostro zelo per una vita monastica autentica, incentrata esclusivamente in Gesù Cristo, il Dio fattosi uomo per noi, come persona alla quale noi non anteponiamo nessun’altro o nessun’altra cosa e a cui siamo legate attraverso i nostri fratelli e le nostre sorelle.

Il foglio UISG ci chiede: “ Che cosa sta facendo crescere lo Spirito Santo nella vita consacrata oggi? Come lo identifichiamo, descriviamo e presentiamo?... A quali nuove fonti e nuovi percorsi ci sta conducendo questa vita consacrata?”. Mie care sorelle, il CIB esiste per aiutare le suore e le monache benedettine a rispondere a queste domande. Noi vogliamo aiutarci a vicenda, sia che la nostra forma sia quella delle moniales, che quella delle sorores, per essere autentiche benedettine nel 21° secolo, e per fare sì che lo Spirito del Dio Risorto renda le nostre vite fruttuose per il regno del Padre.

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CERCA LA PACE E PERSEGUILA. (RB, Prol. 17,PS 34:15)

Il discorso fatto da Sr. Margaret Malone a Sydney 2003, con questo titolo è stato distribuito alle partecipanti prima dell’incontro di Assisi, ed è stato chiesto loro di riflettere su cosa più la ha interessate e cosa più le ha fatte pensare riguardo a questo foglio. La discussione tenuta a gruppi riguardante la riconciliazione è stata un tentativo di sfruttare i nostri incontri per approfondire la nostra comprensione della vita monastica e per imparare qualcosa dagli altri. È stato chiesto a 4 membri della Conferenza del CIB di sedersi in mezzo alle altre e di raccontare di una loro personale esperienza riguardo alla riconciliazione. Qui di seguito alcuni stralci di quello che hanno detto:

Se la grazia di Dio non riesce a toccare il cuore,
nessun consiglio, esortazione o azione raggiungerà granché, 
esse non possono portare alla conversione 
(Citazione di H.Henriette).

Un esperienza in ritiro

L’anno scorso non siamo riuscite a trovare un sacerdote per il nostro ritiro annuale, quindi abbiamo deciso che lo avremmo fatto da sole, con il testo del Pater Noster. Siamo state d’accordo nello svolgere un rito penitenziale quando siamo giunte al verso “Rimetti a noi i nostri debiti”. Raccolte tutte insieme in una stanza che noi tutte amiamo particolarmente. Era bellissimo, le sedie disposte in cerchio, nel centro della stanza l’elemento essenziale: un pezzo di materiale proveniente dalla Tanzania con il Sacro Cuore, regalo di un amico missionario, con tante piccole pietrine tutte intorno. Dopo un po’ di tempo dedicato alla preparazione della giusta atmosfera, con canti e letture, abbiamo iniziato a riconoscere i nostri stessi peccati in maniera spontanea, ponendo una pietra sopra il Sacro Cuore, steso sul pavimento. Potevamo scegliere dove appoggiarle: sul cuore, sulle mani, sulla testa o sui piedi, dove aveva più significato per ciascuna di noi. Sono stata davvero colpita dal vedere che tutte le sorelle ammettevano spontaneamente le proprie colpe. Ci volle più tempo del solito per portare a termine il nostro rituale. Durante l’ultimo giorno del ritiro, la parte del Pater Noster fu “Venga il tuo Regno!”, per una volta non considerammo le invocazioni secondo il giusto ordine. Sempre raccolte intorno al Sacro Cuore, che era rimasto là con le pietre su di esso, abbiamo iniziato a condividere i punti chiave del ritiro. Dopo la condivisione dell’esperienza di ciascuna, abbiamo preso la nostra pietra dal pavimento e l’abbiamo collocata dentro ad un vaso trasparente, pieno d’acqua, simbolo di rinascita e testimonianza che tutto era stato purificato dall’acqua del nostro battesimo e che una nuova vita era iniziata. Questo tipo di litania è proseguito con il ritmo dei cantici e dei ritornelli. È stato uno stimolo molto importante e forte per ciascuna di noi. (M. Vera Lucia Horta).

Il rituale della lavanda dei piedi il Giovedì Santo.

Ogni anno, durante il Giovedì Santo, alla fine delle Lodi,……dopo la lettura del capitolo 72 della Regola, siamo invitate a lavarci le mani le une alle altre, come segno del nostro desiderio di servirci a vicenda in amore e umiltà.

Nella celebrazione di questa cerimonia ognuna prega e tiene a cuore una sorella con la quale ha avuto una relazione difficile, successivamente nella giornata potrà andare alla ricerca di quella sorella e rivolgerle un gesto particolare e personale come modo per chiedere perdono e riconciliazione. Una volta che il rituale è completato ogni sorella secondo le proprie mansioni nel convento potrà rendere noto pubblicamente alla comunità intera le proprie mancanze e le proprie omissioni di carità e chiedere quindi perdono. Dopo che l’ultima colpa è stata confessata, si fa un’esortazione con la quale ci si invita a prendere parte al cuore sofferente dell’amore del Salvatore. Quella sera stessa la tradizionale cerimonia del mandatum ha luogo, durante la quale la Priora lava i piedi alle sorelle, incominciando così la celebrazione dell’Ultima Cena e l’inizio del Pascal Triduum.

Gli strumenti di San Benedetto

La mia comunità è formata da suore provenienti da due diverse comunità, il che significa, ci sono suore che hanno provato personalmente le gioie e le sofferenze di questo evento di fusione e che lo sentono presente nella loro vita di tutti i giorni fino ad oggi.

Inoltre le “nuove”, cioè quelle che non appartenevano a nessuna delle due comunità di cui ho parlato sopra, vengono da diversi paesi.. Come risultato, quindi, assistiamo alla presenza di un gruppo piuttosto variegato che, a causa della sua diversità, vive una stabilità quotidiana non sempre semplicissima… Noi svolgiamo i riti soliti: la recita del Padre Nostro durante la Liturgia, raccomandata espressamente da San Benedetto a causa delle spine della discordia che sono facili a manifestarsi.. e di conseguenza per la purificazione di tali colpe (RB 13,12-13), il segno della pace durante la celebrazione eucaristica, la Comunione attorno alla stessa tavola Santa.. Ci sono incontri di riconciliazione sia tra le suore stesse, che tra le suore e la Badessa. È lei che funge da mediatrice per riportare la pace tra coloro che hanno difficoltà con la vita in comunità

(M. Giacinta Soverino)

Una comunità 
che non ha nulla da dire sulla riconciliazione, 
non ha nulla da dire…

La riconciliazione nella storia.

Abbiamo celebrato l’anno giubilare della morte dei nostri cinque missionari Benedettini… Radunate intorno ad un altare davanti alla Croce memoriale abbiamo celebrato l’Eucarestia nel ringraziamento per i nostri cinque missionari che erano andati a diffondere il Vangelo.. L’Abate Dionys dell’Abazia di Ndanda ha chiamato avanti uno dei più anziani della parrocchia. Egli apparteneva alla tribù dei Wamatumbi, che erano stati i leader della rivolta di maji-maji e responsabili dell’uccisione dei missionari. L’Abate ha chiesto scusa per gli errori compiuti dai missionari nel passato, errori che consistevano nel non avere compreso a fondo e nel non avere rispettato le credenze e le abitudini del paese che erano venuti ad evangelizzare. Questi errori erano parte delle ragioni della rivolta. L’anziano in risposta ha chiesto perdono per l’uccisione dei missionari. Ci siamo fortemente commosse da questa riconciliazione.. Ci sono voluti 100 anni perché questo momento di riconciliazione si cristallizzasse. È stato un dono di Dio, ma è stata anche una risposta delle persone di Dio, i cui cuori si sono attenuati nella sofferenza.. Un simbolo di ciò possono essere i cristalli che hanno bisogno di tanti tanti anni, prima di diventare delle bellissime gemme.

Riconciliazione tra due sorelle

Un incontro è organizzato alla presenza della Madre Priora. Dopo un momento di preghiera (l’invocazione dello Spirito Santo, la lettura di un passo delle Scritture, una breve preghiera di ogni sorella per le altre) tutte le sorelle sono invitate, a turno, a spiegare il proprio punto di vista. A ognuna è permesso di parlare  senza essere interrotta finché non ha finito, in un’atmosfera di ascolto, accoglienza e rispetto. Molto spesso si giunge ad una serena conclusione e l’intervista si conclude nella più promettente possibilità per la ripresa di una buona ed amichevole relazione tra le due parti. (M. Henriette Wendbala Kalmogo).

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Uno spirito benedettino ad un grande incontro

Avete avuto difficoltà nell’organizzare un incontro,cercando di mantenere un’atmosfera
che sia in accordo con la Regola di San Benedetto?

Durante l’incontro ad Assisi, il Consiglio Amministrativo ha presentato le linee guida per la preparazione di una grande assemblea delle Benedettine. Tenendo in considerazione gli aspetti della Regola di San Benedetto che sottolineano la ricerca di Dio nel prossimo, essi delineano come tutto ciò possa essere realizzato in un incontro internazionale, nel quali tanti sono nuovi, dove non c’è il sostegno della solita tabella di marcia prefissata e dove la fatica per il lungo viaggio riduce le abilità di ciascuno di essere aperto e sensibile a coloro che stanno intorno.

Un’altra difficoltà in questi grandi incontri è che essi sono talvolta tanto pieni di attività interessanti e formative e può rimanere poco spazio per fare ascolto dello Spirito e prestare la dovuta attenzione alla parola di Dio. Il Consiglio Amministrativo suggerisce di trovare qualcuno che sia responsabile per la cura dei seguenti punti:

OSPITALITÁ:

  • Creare un’atmosfera di attenzione per gli altri. Coloro che sono più familiari del posto assistano quelli che sono invece nuovi, sia dell’ambiente che delle persone.
  • Accompagnarsi a vicenda, essendo di supporto gli uni per gli altri- coloro che conoscono già il posto dimostrino un impegno particolare per assistere i nuovi.
  • Dimostrare sensibilità nei confronti di tutte le culture, così che tutti siano in grado di partecipare con facilità (ad esempio per quel che riguarda le lingue utilizzate, la disponibilità di traduzioni, le abitudini nelle liturgie, etc.)
  • Essere consapevole che la pianificazione di una istituzione maschile può prevedere aggiustamenti nell’assistenza rispetto alle istituzioni femminili.
  • Rispettare i singoli bisogni individuali.

CENTRALITÁ DELLA PAROLA DI DIO.

  • Mettere in rilievo le Scritture, in una collocazione centrale nello spazio di preghiera e/o nello spazio di incontro.
  • La Liturgia e la Lectio dovrebbero costituire la parte centrale del programma (consapevolezza dei temi della giornata). Esempi:
    - Le discussioni possono essere organizzate in modo tale da poter facilmente includere testi delle Scritture.
    -
    La Lectio può essere parte del processo (sia individuale che Lectio collettiva). La Lectio collettiva può essere utilizzata durante gli orari di preghiera comune e/o come parte di strutture di discussioni.
    - Possibilità di incontro per preghiere in silenzio (Spazi lasciati liberi per questo).

Tutto ciò costituisce una situazione ideale, ma il suggerimento di tenere a mente questi aspetti e di incaricare qualcuno di trovare modi per realizzarli è un’idea di grande aiuto e da tenere in considerazione.

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Notizie in breve

Cambiamenti delle delegate.

Ci sono state le elezioni nelle seguenti regioni con il conseguente cambiamento delle delegate per la Conferenza del CIB:

  • Regione 10 (Messico). Sr.Josephine Markiewicz di Città del Messico ha preso il posto di M.Inés Sánchez Rendón.
     
  • Regione 12 (Cono-Sur). M.Mária Teresa Ferrari di Rafaela, Argentina prende il posto di M.Letitia Riquelme.
     
  • Regione 13 (Korea, Taiwan, Vietnam e Giappone). M.Dolores Hong delle Sorelle Benedettine di Tutzing a Seoul prende il posto di M.Cecilia Jeon (M.Luca Chin aveva rappresentato la regione come sostituta all’incontro in Australia)
     
  • Regione 14 (Filippine). Madre Mirijam Alejandrino, Priora Generale delle Sorelle del Re Eucaristico prende il posto di Madre Angelica Leviste. Era rappresentata ad Assisi dalla sua Sostituta M.Celeste Nidea.
     
  • Regione 18 (Sud Africa). M. Theodora Ntuli del Convento di Twasana, Vryheid, Sud Africa, prende il posto di M. Irmengard Poroto. M.Theodora era membro della Commissione dell’Abate Primate per sei anni negli anni novanta.

Consiglio amministrativo.

A M.Jolanta Rzoska di Zarnowiec in Polonia è stato chiesto di unirsi al Consiglio. Aveva già partecipato all’incontro in maggio. Nel frattempo M.Irmgard Poroto ha abbandonato l’incarico lasciando un posto vacante, che speriamo sarà riempito presto. Sr. Judith Ann Heble lascerà l’incarico di Priora della sua comunità e di Presidente della Conferenza delle Priore Americane nel gennaio 2005 e Sr. Sonia Wagner terminerà il suo mandato di Priora Generale nell’ottobre 2005. L’ufficio di Badessa per M.Màire Hockey terminerà nel novembre del 2007.

Decessi

M. Máire ha ricordato: la Badessa Flavie de Vanssay di Limon che faceva parte della Commissione delle monache all’inizio del 1974 ed è morta quest’anno, la Badessa M.Luzia Ribeiro de Oliveira, da Belo Horizonte che faceva inizialmente parte della Commissione delle Monache e che è morta di recente e la Badessa emerita Agata Rohtert di Dinklage, a cui era stato chiesto di fare ricerche sullo sviluppo storico della relazione tra ordini maschili e femminili di Benedettini nel 19° e nel 20° secolo per la Commissione dell’Abate Primate, ma che è morta sei settimane fa. Il suo libro, la cui prima pubblicazione è avvenuta in tedesco, dal titolo “Werdendes Gleichgewicht” è stata recentemente stampata in inglese con il titolo “A vision will come true- Una visione si avvererà”. (Si possono richiedere ordinazioni a Sr. Monica Lewis: abtei@abteiburgdinklage.de)

Comunità internazionali.

L’Abate Primate Notker Wolf ha parlato entusiasticamente della possibilità di creare delle comunità internazionali in importanti centri geografici, se ciò avviene nel modo giusto.

Al momento si è formata una comunità internazionale di questo tipo a San Paolo dentro le mura e nonostante voci infondate, essa sta prendendo il via in maniera positiva. Altri esempi di comunità internazionali sono: Le Source a Parigi (maschile) e Dormitio a Gerusalemme (maschile). Egli ha parlato di due modelli di comunità internazionali, uno che ricerca un equilibrio tra rappresentanti di tutte le parti del mondo, l’altro che prevede invece il mantenimento di forti legami ad una particolare regione, nonostante poi non si neghi l’accesso a membri di comunità provenienti da tutto il mondo. Quest’ultima tipologia di comunità la si può vedere al Dormitio a Gerusalemme. In Israele non emergono vocazioni dalla piccola comunità cristiana presente là ed è quindi necessario mantenere un forte senso di appartenenza alla scena monastica in Germania.

I monasteri la cui lingua è il tedesco danno supporto economico al monastero a Gerusalemme, poiché la situazione politica presente ha fatto diminuire bruscamente il numero di pellegrini in Terra Santa, togliendo così una sorgente importante di entrate.

In questa situazione si sono discussi i problemi e le aspettative per il futuro delle benedettine sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme e nel monastero di Vanves a Parigi. M.Máire ha ripetuto che il CIB non è nella posizione di risolvere i tanti problemi legati all’invecchiamento delle comunità, ma ha incoraggiato la creazione di una rete di supporto. In teoria sarebbe possibile fare emergere queste questioni nella propria regione e trovarvi una condivisione di esperienze e di consigli.

Sito internet

Il CIB è ora on-line. L’indirizzo è www.benedictines-cib.com. Le informazioni da inserire nel sito internet possono essere spedite a Sr. Monica Lewis abtei@abteiburgdinklage.de e lei le metterà a disposizione di tutti.

Una comunità contemplativa in Vaticano

Alla comunità Benedettina di Rosano è stato chiesto di fondare una comunità nel convento Mater Ecclesia in Vaticano, per i prossimi cinque anni. Mater Ecclesiae ha il compito specifico di pregare per il Santo Padre. Le Benedettine sono state precedute dalle Povere Clarisse e dalle Carmelitane. Il monastero di Rosano è una fiorente comunità italiana a Pontassieve, Italia.

Simposio 2006

Il prossimo Simposio si terrà a Sant’Anselmo dal 7 al 14 settembre 2006, con un incontro della Conferenza del CIB il 6 e il 15 settembre, con le elezioni del Consiglio Amministrativo per i prossimi 4 anni. Il tema proposto per il Simposio sarà la “Leadership”. Vari aspetti di questo tema sono già stati suggeriti durante l’incontro ad Assisi ma è comunque compito del Consiglio Amministrativo sviluppare suggerimenti e invitare dei relatori. Il Simposio 2002 (?) prevederà l’invito di una sorella che ha fatto la propria professione solenne negli untimi 5 anni e proveniente da una diversa regione. Il numero di invitate per regione sarà reso noto al prossimo incontro della Conferenza.

Incontro della Conferenza del CIB 2005.

Il prossimo incontro annuale della Conferenza del CIB si svolgerà in Polonia, dal 5 al 15 settembre 2005. Ci sarà un incontro organizzativo a Varsavia il 6,7,8 settembre e gli altri giorni sono dedicati alla visita alle comunità polacche.

Segretariato per il CIB  ad Assisi.

M. Giacinta ha offerto al CIB la possibilità di uso di una stanza del suo monastero adibita all’uso del segretariato per il CIB. Tale offerta è stata considerata con entusiasmo in quanto i progetti per la costruzione di un segretariato a S.Anselmo non sono andati in porto e si sente di anno in anno sempre più il bisogno di uno spazio da destinare agli archivi. L’accoglienza riservata alle delegate della Conferenza durante l’incontro di quest’anno ha fatto sì che tutte si sentissero talmente a casa loro, tanto che tutte sono felici di pensare proprio a San Giuseppe ad Assisi come il luogo dove avverrà la preparazione degli incontri per le Benedettine. Tanti ringraziamenti sono rivolti a Suor Giacinta per la sua generosa offerta.

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DOCUMENTAZIONE

Il nuovo testo dei n.7,8 e 9 della Lex Propria
suggerito dall’Abate Presidente Richard Yeo e votati dal Congresso.

(Con riferimento all’articolo a pagina 1)

 

Caput III

De collaboratione inter mulieres O.S.B.

7. Quo melius inter monasteria, Foederationes atque Instituta mulierum O.S.B. foveatur collaboratio fraterna, constituitur in gremio Confoederationis Communio Internationalis Benedictinarum, quae regitur statutis propriis, ab Abbate Primate confirmatis.

8. Monasteria, Foederationes atque Instituta mulierum O.S.B. quae cum Confoederatione consociantur ipso iure Communioni Internationali Benedictinarum adscribuntur.

9. Communio Internationalis Benedictinarum consilium pro oportunitate dat Abbati Primati de negotiis ad mulieres O.S.B. spectantibus.

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Resoconto del Moderatore al Congresso degli Abati
Settembre 2004 a Sant’Anselmo.

Gentile Reverendo Fr.Abate Primate, Presidente degli Abati, Fr. Abati, cari Fratelli e Sorelle,

Introduzione

Da parte di tutti i membri della Conferenza del CIB che erano presenti all’incontro, vorrei esprimere il nostro più caloroso apprezzamento per l’invito dell’Abate Primate nei nostri confronti e per lo spirito di fraternità in Cristo, con il quale ci avete ospitato ed accolto nel vostro ambiente in questi giorni. Sono stati dei giorni speciali per innumerevoli motivi e ve ne siamo profondamente grate. Grazie per l’interesse che dimostrate nei confronti del CIB. In qualità di Moderatrice è mio compito di presentare un resoconto sugli sviluppi significativi avvenuti dopo il Congresso del 2000.

Che cos’è il CIB?

Molti di voi sono nuovi al Congresso degli Abati e probabilmente non sono neppure a conoscenza del CIB. A vostro beneficio, permettetemi di darvi una breve descrizione di noi.. Durante gli anni ’70 l’allora Abate Primate Rembert Weakland, insieme ad un gruppo di suore e monache  che egli aveva invitato a collaborare nella preparazione del nuovo CIC, ha riconosciuto la necessità di un cambiamento nello statuto delle suore e delle monache della Confoederatio Benedictina. La Confederazione era stata fondata nel 1893 come un’associazione di Congregazioni di monasteri maschili viventi secondo la Regola di San Benedetto. Le Congregazioni e i monasteri femminili per poter essere riconosciuti dalla Santa Sede come Benedettine dovevano essere associate in qualche modo  alla Confederazione, ma non ne potevano essere membri. Per 80 anni questo non ha apparentemente causato problemi ad alcuno. Ma ci siamo trovate poi nella seconda metà del 20° secolo, in una società nella quale le democrazie in via di sviluppo di tutto il mondo stavano iniziando a riconoscere che le donne avevano gli stessi diritti degli uomini. Le donne cattoliche dovevano accettare la sfida di esaminare il proprio status di donne facenti parte di una società, di una vita professionale, di una famiglia e di una Chiesa. Credo che capirete bene, senza che entri nel dettaglio, che dal 1974 in poi è diventato fonte di un sempre maggiore imbarazzo per le Benedettine il dovere rispondere alle domande circa la loro appartenenza ad un ordine. Esse dovevano ammettere che l’esistenza Benedettina della loro stessa congregazione o monastero dipendeva dall’aggregazione ad una Congregazione maschile, di cui comunque non potevano fare parte.

Le Commissioni di monache e suore fondate originariamente dall’Abate Primate Rembert Weakland per dare loro consiglio riguardo al nuovo Codex hanno visto prolungarsi il loro mandato anche dopo che il lavoro del Codex è stato completato. L’Abate Primate Viktor Dammertz ha fuso le due Commissioni in una unica nel 1987 e ne ha ristrutturato la presidenza in modo tale che venissero rappresentate regioni di 18 (successivamente 19) lingue. Il suo compito era, in collaborazione con l’Abate Primate, la ricerca di una struttura e di uno status per le comunità femminili che vivevano secondo la Regola di San Benedetto che permettesse loro di esprimersi nella Chiesa e proiettare nella società nel modo più soddisfacente possibile, l’uguaglianza degli uomini e delle donne nella loro esistenza complementare come immagini di Dio e membri del Corpo di Cristo.

Incoraggiate dai successivi Abati Primati Jerome Theissen, Marcel Rooney e Notker Wolf, la Commissione ha creato una nuova rete tra le Comunità femminili nelle 19 regioni. Ogni regioni elegge una candidata che partecipa all’incontro annuale e una sostituta che partecipa in alternativa. Dal 1996 in poi c’è stato un segretariato permanente per la Commissione. Nel 1998 la Conferenza ha eletto una Moderatrice e un Consiglio Amministrativo per 4 anni. Nel frattempo con l’aiuto dell’Abate Richard Yeo, il gruppo stava lavorando sugli statuti.

Durante l’incontro della Conferenza che ha avuto luogo prima del Congresso degli Abati del 2000 ci siamo fissati l’obiettivo di finalizzare il nostro lavoro sugli statuti con l’intenzione di presentarli in maniera formale al Congresso del 2004.

Questa presentazione formale porterebbe alla richiesta al Congresso di aggiornare i riferimenti alla Lex Propria alle relazioni tra le comunità femminili e la Confederazione, portando quel documento in linea con i cambiamenti che hanno avuto luogo dopo la comparsa della Lex Propria nel 1983.

Sviluppi avvenuti fino all’anno 2004

Nell’incontro della Commissione a Nairobi, nel 2001, è stato scelto il nome Communio Internationalis Benedictinarum per indicare il corpo delle Benedettine in tutto il mondo, consociate con la Confederazione (Consociatio è il nuovo termine usato nella Lex Propria del 1983 per indicare la relazione tra le congregazioni/ comunità femminili e la Confederazione). Il nome della Commissione è stato cambiato in “Conferenza del CIB”. Gli Statuti sono stati approvati dall’Abate Primate nel settembre 2002.L’anno dopo, nel settembre 2003, il CIB ha richiesto all’Abate Primate di presentare una bozza della loro richiesta per dei cambiamenti nella Lex Propria al Sinodo dei Presidenti, per un’approvazione preliminare. Dopo la pausa odierna, l’Abate Presidente Richard presenterà la nostra richiesta al Congresso e vi chiederà di votarla.

Dopo i nostri sforzi per rendere chiara la relazione tra la nuova Communio di suore e monache benedettine a livello mondiale e la Confederazione, abbiamo fatto dei progressi significativi negli ultimi quattro anni:

  • La Commissione di Finanza a cui era stato affidato il mandato del Consiglio Amministrativo nel 2003 è stata operativa in maniera efficiente. La Conferenza del CIB si incontra ogni anno, il Consiglio Amministrativo due volte l’anno. Il compito della Commissione di Finanza è quello di amministrare i fondi della Conferenza, di raccogliere soldi per coprire i costi di viaggio e di qualunque sorta, per coloro che non sono in grado di provvedere economicamente per la propria partecipazione agli incontri o ai Simposia (questo viene chiamato il Fondo di Solidarietà) e per coprire le spese correnti dell’organizzazione. Le regioni pagano un contributo annuale finché sussistono le condizioni economiche per farlo. Il Tesoriere sollecita donazioni in aggiunta a questi contributi.
  • I chiarimenti preliminari necessari per acquisire uno stato legale per il CIB hanno fatto progressi. Abbiamo stabilito che sarebbe fattibile per noi fondare un’associazione all’interno del CIB, riconosciuta dalla legge tedesca come persona giuridica, in grado legalmente di costituirsi parte di un contratto, di acquisire proprietà, di ricevere donazioni o di beneficiare delle detrazioni dalle tasse concesse alle associazioni con status di associazioni per la beneficenza e il volontariato.
  • Avevamo sperato nella possibilità di avere nel futuro prossimo un ufficio a Sant’Anselmo che avremmo potuto usare come segretariato, ma abbiamo dovuto abbandonare l’idea, almeno peradesso, a causa dei ritardi nel programma di costruzione. Qui M.Giacinta, la delegata per la Conferenza per la Regione 1 ci ha molto gentilmente offerto una stanza del monastero di San Giuseppe ad Assisi che possiamo usare almeno per il momento.
  • Il primo obiettivo del CIB come si può leggere nel nostro statuto è quello di “promuovere il supporto reciproco e lo scambio di idee ed esperienze tra le Benedettine ad un livello internazionale e di incoraggiare lo sviluppo del monachesimo femminile”. Vorremmo che tutte le comunità di Benedettine siano i grado di trarre beneficio da questo supporto reciproco e di scambio. Ma è necessario un lungo processo per creare una rete di comunicazione e di contatti, tale da garantire il coinvolgimento di tutti, come nel caso della Confederazione benedettina. Per promuovere interesse e consapevolezza a livello di base, organizziamo sempre i nostri incontri in un posto diverso ogni anno. Questo ci dà la possibilità di incontrare almeno una comunità intera di una regione, insieme a tante altre suore della zona, che si uniscono durante l’incontro. Dopo l’ultimo congresso abbiamo tenuto incontri del genere a Nairobi, Sydney ed Assisi. Il nostro prossimo incontro, nel settembre 2005, si terrà in Polonia. Là speriamo di incontrare anche alcune delle suore Benedettine che provengono dalla Lituania e dall’Ucraina. Questi incontri aiutano le sorelle a comprendere i principi del CIB, a trarre profitto da ciò che succede loro grazie alle loro vite monastiche, nella regione in cui si trovano, e ad essere incoraggiate e trovare modi di partecipare.
  • Si stanno facendo progetti per il Simposio 2006. Il nostro tema-guida sarà “La leadership benedettina nel nostro tempo”.
  • Pochi mesi fa è stato creato un sito internet, il cui indirizzo è: www.benedictines-cib.com

Come vediamo il significato del CIB per il futuro?

Quando l’Abate Primate ha menzionato il CIB all’inizio di questo Congresso, egli ha sottolineato che noi non puntiamo ad essere un’entità giuridica all’interno delle strutture canoniche della vita consacrata. Quello a cui noi puntiamo di più è invece la promozione della vita monastica femminile a livello spirituale e di fratellanza. Tutto ciò è vero. Il CIB abbraccia comunità di suore e comunità di monache, ognuna unica nella sua storia e nella sua particolare forma di carisma monastico. L’uso del nome “Communio Internationalis Benedictinarum” non influisce in alcun modo sulle strutture giuridiche già esistenti, proprie di una particolare comunità . Più cresciamo nel rispetto e nell’apprezzamento dei differenti valori specifici delle diverse forme di vita benedettina, più ci sentiamo consapevoli di che cosa sia quella fondazione contemplativa-monastica che noi tutte abbiamo in comune. Noi speriamo che il CIB sia un aiuto per tutte le nostre comunità, sia quelle dalla tradizionale forma a chiostro, sia quelle la cui forma è la cosiddetta forma apostolica, per fare piantare quelle radici ancora più in profondità, nella dimensione contemplativa della preghiera monastica e della comunione monastica e per potere trasferire la nostra preghiera e l’esempio delle nostre vite a tutti coloro che noi consideriamo gli ospiti del monastero, con una visione globale e un modo di vita incentrato pienamente in Gesù Cristo.

Come Benedettine noi sappiamo che la spiritualità non è semplicemente una questione di meditazione e di preghiera, di letture spirituali, studio e un modo di santificazione personale. La costruzione di una comunità, una Domus Dei, casa di Dio, come la Regola di San Benedetto ci mostra, con la sua impegnativa vita comunitaria e ospitalità, richiede lo sviluppo di tutte le nostre abilità umane di comunicazione e organizzazione e, all’interno della realtà dell’ambiente sociale del monastero, richiede la ricerca di soluzioni per provvedere alla nostra sussistenza che ci permette di condurre un’esistenza di preghiera intensa e di comunità fraterna. La profonda natura del CIB e il suo modo di lavorare provvederanno a comunicare questo messaggio di spiritualità Benedettina per il nostro tempo a tutti coloro che ne resteranno in qualche modo coinvolti.

Ora che abbiamo costruito un’organizzazione funzionante, i nostri incontri prevederanno molto più tempo per la preparazione di altri aspetti spirituali, di quanto non abbiano potuto fare fino ad ora. Non stiamo pensando di acquisire un nuovo status giuridico. Ma questo non esclude la possibilità in un futuro da parte dei membri del CIB, di chiedersi se la Consociatio così come è definita dalla attuale legge canonica sia nel lungo termine la forma più appropriata di relazione tra i monaci della Confederazione benedettina e le loro sorelle. Ma non si tratta di una questione dell’immediato futuro.

Vi sarà forse capitata sotto mano una lettera scritta e pubblicata lo scorso maggio dal cardinale Ratzinger e approvata dal Santo Padre, ai vescovi della Chiesa Cattolica, sulla collaborazione degli uomini e delle donne nella Chiesa e nel mondo.

Vedete come di queste questioni continui ad occuparsi anche il cardinale Ratzinger e certamente continuino ad occuparsene anche molte altre donne e molti altri uomini.

La lettera cerca di formulare una teologia e una antropologia della sessualità che è radicata nella profonda meditazione delle Sacre Scritture. In questo modo parla direttamente al cuore di tutti coloro che seguono il cammino della Lectio Divina, ed è un documento per tutti i monaci e le suore.

Ma in esso non ho trovato alcun aiuto per fronteggiare le questioni concrete che affronto quotidianamente nella mia condizione di donne nella Chiesa al tempo presente. Per trovare aiuto a questo livello, cerco altrove. Quello che mia aiuta sono quei luoghi o momenti nei quali la mia vita e quella della mia comunità di suore Benedettine e le vite dei nostri fratelli convergono positivamente e fruttuosamente tra di loro, per la vita nello Spirito. A questo livello c’è già, grazie a Dio, un grande patto di collaborazione tra gli uomini e le donne facenti parte dell’ordine benedettino.

Al livello della Confederazione nel suo insieme e del CIB nel suo insieme si prospettano nuove possibilità di collaborazione di questo tipo, che ci incoraggiano per farci crescere in fede e amore.

Durante queste giornate abbiamo ascoltato tutte insieme delle interessantissime presentazioni riguardo alla questione della globalizzazione. Qualche mese fa ero presente ad un altro incontro dove si è parlato di questo tema. Era l’incontro delle superiori delle comunità femminili tedesche. Anche la relatrice era una donna, un’insegnante cattolica di sociologia proveniente dall’Università di Vienna. C’era molta somiglianza tra le due esposizioni, ma c’era anche una grande differenza. Quando le donne studiano la globalizzazione, pensano ad essa e ne discutono, una delle loro preoccupazioni più urgenti è costituita dalle conseguenze economiche e sociali di questo fenomeno per le donne e per i bambini. L’insegnante austriaca ha parlato con lucida oggettività del drammatico aumento in tutto il mondo del turismo sessuale e della prostituzione infantile e di un repellente commercio organizzato a livello globale, basato sullo sfruttamento di giovani donne. Stava presentando tutto ciò non solo sottolineando l’aspetto della violenza o dell’ingiustizia contro donne e bambini, ma anche denotando una tragica corruzione delle anime di donne e uomini che minaccia di distruggere la macchina etica della nostra civiltà. Una donna che gestisce una conferenza sulla globalizzazione rivolta a donne della vita consacrata non penserebbe mai che queste problematiche non sono adatte a suore e monache . La nostra relatrice sapeva intuitivamente che la nostra vita consacrata, proprio come la sua stessa vita di sposa cristiana, è una risposta spirituale a queste manifestazioni del male e ci ha parlato in un modo che ci ha condotto ancora più a fondo nella nostra vocazione e nel suo significato per il mondo in cui viviamo. La condivisione dei nostri diversi punti di vista di donne e di uomini riguardo ad un problema come questo è un esempio di collaborazione fruttuosa che saremmo in grado di mettere in pratica. L’efficacia delle nostre vite, unite attraverso il battesimo alla morte e alla risurrezione di Gesù Cristo, può ricevere un arricchimento di valore dalla nostra consapevolezza di essere uniti in questa battaglia spirituale alla quale tutti noi siamo chiamati oggi, e dal supporto ed incoraggiamento che ci diamo a vicenda.

Conclusioni.

 Grazie per averci ascoltato. Grazie anche a voi, Abate Primate, Abate presidente Richard e a tutti voialtri che ci avete aiutate e incoraggiate in tanti modi diversi. Vorrei pregarvi gentilmente di ascoltare con benevolenza nei nostri confronti la presentazione dell’Abate Richard dopo la pausa, condividendo la nostra speranza per il futuro del monachesimo Benedettino nella Chiesa del nostro tempo.

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Estratti dal Foglio di Preparazione dell’UISG/USG
per il Congresso sulla Vita Consacrata
.

L’intero documento lo si può trovare in diverse lingue sul sito internet dell’UISG. www.vidimusdominum.org

Obiettivi del Congresso

L’obiettivo principale del Congresso è quello di discernere insieme, con una consapevolezza globale, che cosa lo Spirito di Dio sta portando tra di noi, dove lo Spirito ci sta conducendo, e come noi possiamo rispondere alle sfide del nostro tempo, contribuendo così alla costruzione del Regni di Dio per il “bene comune” (1 Cor.12:7)

Questo fine  è composto dai seguenti obiettivi specifici

  • la scoperta e la validità di tutto ciò che è nuovo e che sta comparendo in mezzo a noi;
  • l’accettazione e la promozione di questa novità come dono di Dio e come espressione di impegno;
  • …l’incoraggiamento della comunicazione e della solidarietà tra gli uomini e le donne della vita consacrata;

…desideriamo profondamente esprimere lo “spirito” del Congresso che inspira tutte le sue particolari “componenti” nei seguenti verbi o attitudini dinamiche che ci hanno ispirato nella stesura di questo documento: l’accoglienza, la trasformazione, il ricominciare da capo, la celebrazione.

  • L’accoglienza implica il vedere, lo scoprire, l’ascoltare ciò che lo Spirito ci offre e il percepire come il Vangelo ci sproni  a rispondere a tutto ciò.
  • La trasformazione implica l’apertura all’apprendimento e alla percezione delle motivazioni che ci muovono
  • Il ricominciare da capo suggerisce la volontà di prendere decisioni e di fare proposte che possano aiutare questa trasformazione…e a ripensare alle nostre azioni concrete. Tali proposte richiedono conversione, sia personale, che comunitaria…
  • La celebrazione evoca un’ attitudine autenticamente celebrativa, che si renderà necessaria per tutto il Congresso. Ciò richiede un’abilità di drenare dei simboli, di contemplare, di essere gioiosi, di chiedere perdono, di intercedere, di ringraziare e glorificare…

Parte Terza:

1. Indicazioni di novità: dove ci sta conducendo lo Spirito?

77. Lo Spirito Santo continua ad agire nel mondo, nella Chiesa e su di noi. Segni di speranza e di vita appaiono ovunque. Coloro che sono sensibili allo Spirito e alla Verità “conoscono il dono di Dio” (Jn 4.10) e conoscono anche che cosa dovrebbe essere fatto per vivere e per dare vita. Ci sono segni di tutto ciò nella vita consacrata che dovremmo essere in grado di leggere e di interpretare. Soprattutto dobbiamo sapere come entrare in questo processo in modo tale da portare a frutto quello che sta iniziando ora….

2.Gli incontri che trasformano: abbiamo bevuto alla stessa fonte.

82. Tra gli incontri più importanti e significativi e tra quelli che hanno avuto le più grandi conseguenze per le vita consacrata, dobbiamo dare nota delle seguenti: incontri tra uomini e donne e tra religiosi e laici. Attraverso questi incontri stiamo lentamente imparando a bere dalla stessa fonte e a camminare attraverso la vita della Chiesa e della società con entrambi i piedi, ascoltando con le nostre stesse orecchie e vedendo coi nostri stessi occhi…Stiamo cercando di rompere diversi tipi di barriere e divisioni e di costruire ponti per creare comunicazione. Stiamo anche scoprendo la ricchezza delle diverse forme di vita religiosa nelle diverse tradizioni, attraverso il dialogo con loro e l’interscambio…

83.  Questi incontri…stanno dimostrando le linee di sviluppo delle dimensioni indispensabili del nuovo nella vita consacrata. Stanno già diventando una realtà ma hanno bisogno della creatività e dell’intuito di molti per potere prendere forma nella situazione presente della Chiesa e della società…stanno emergendo nuove forme di vita evangelica; esse sono semplici, radicali, ecumeniche, presenti tra la gente, flessibili nelle loro strutture, accoglienti, attente al linguaggio simbolico, attente agli attuali ritmi di vita e attente alle richieste di una profonda comunione con Dio e con le persone. (VC 12,62).

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