Bolletino 2005

CIB-Lettera die Aggiornamento
settembre 2005
numero 3

Communio Internationalis Benedictinarum

Contacto: Sr. Monica Lewis OSB, Abtei St. Scholastica, D-49413 Dinklage
  Téléfon: +49 4443 5130 Fax: +49 4443 513118 E-Mail: abtei@abteiburgdinklage.de

Editoriale

Conferenza CIB meeting 2005

- Sommario

-Resoconto   della Moderatrice

- Estratti presi dal documento sulla leadership dato da Sr. Judith Heble

- incontro con le superiori monastiche della Polonia

- Le Benedettine nell’Europa dell’Est

-Visita a Zarnowiec

- Un impressione personale riguardo alla situazione della Vita Benedettina in Polonia

NOTIZIE

- Symposium 2006

-Catalogus 2006

 

 

Editoriale

Sono appena ritornata dalla Conferenza annuale del CIB, tenutasi dal 5 al 15 settembre 2005, in Polonia. Ancora una volta le Delegate della Conferenza, rappresentanti le 19 regioni sparse per il mondo, si sono ritrovate per pregare e per condividere momenti insieme alle altre, ricercando la guida dello Spirito Santo, che nel passato ha incoraggiato e benedetto il nostro lavoro. Con questa nuova lettera di aggiornamento.

 voglio fare il resoconto dei vari aspetti dell'incontro e rendere note  le informazioni di interesse generale. Questa lettera di aggiornamento è più corta delle altre perché la fondazione è stata ormai portata a termine e le informazioni basilari non sono più necessarie.

 Vorrei ricordare a tutti coloro che desiderano saperne di più, che è possibile consultare il sito del CIB, http.www.benedictines/cib.com, dove sono presenti tutte le lettere dell’aggiornamento passate, insieme a tanti altri riferimenti utili.

 Sr. Monica Lewis OSB


INCONTRO ANNUALE DELLA CONFERENZA DELLE DELEGATE DEL CIB

Per la quinta volta l'incontro della conferenza annuale del CIB non si è tenuto a Roma. Si sta formando un modello che raccoglie tutti gli elementi positivi del passato. Quest'anno si è deciso di dedicare ben tre giorni alla prima parte dell'incontro, quella cioè nella quale le delegate si sono incontrate singolarmente, per discutere e confrontarsi. Si è trattato di una sezione molto importante dell'incontro e il consolidamento delle relazioni in precedenza avviate, ci ha aiutate ad arricchire la condivisione delle une con le altre. La seconda parte dell'incontro è durata una giornata intera. Le benedettine polacche hanno presentato le loro comunità e i diversi carismi presenti. La terza parte dell'incontro, costituita da visite alle diverse comunità e ai luoghi "chiave", aveva l'intento di stimolare la comprensione da entrambe le parti. Tutte e tre le componenti dell'incontro sono documentate nelle seguenti pagine.

L’incontro delle delegate

Un aspetto di questa sezione dell'incontro è stato il guardare al futuro per la costruzione della strada a nuovi sviluppi. L'anno scorso, al Congresso degli Abati 2004, si era raggiunto il riconoscimento della Confederatio Benedictina. A seguito di una loro richiesta, la Lex Propria è stata aggiornata con la necessaria presenza, e riconoscimento del CIB. Quindi quest'anno si è percepito nell'aria un senso di "nuovo inizio". Tra un anno, nel Settembre 2006, dopo il Symposio, le Delegate eleggeranno una Moderatrice e un Consiglio che starà in carica per i prossimi 4 anni.  In preparazione a ciò sarà necessario formulare obiettivi attraverso scelte mirate. Questo processo ha avuto inizio durante i giorni passati a Varsavia.

Come sempre in occasione di incontri di questo tipo, una grande quantità di tempo è dedicata alla riflessione su tematiche legate alla vita monastica. Quest'anno il lavoro preliminare verteva sul tema della guida alla saggezza, secondo la Regola di San Benedetto, in preparazione al Simposio 2006. A quattro delegate di diverse età e ruoli di ufficio era stato in precedenza richiesto di preparare un breve discorso su quello che avevano imparato. Suor Judith Ann Heble dagli Stati Uniti, Presidente della Conferenza delle Priore Benedettine, ha introdotto la sessione con la propria testimonianza riguardo al tema. Lo stile personale con il quale ha narrato i fatti ci ha incoraggiato e stimolato, in vista della successiva discussione dei temi del Simposio.

 

PREGHIERA DI S. AELREDO

Tu conosci il mio cuore, o Signore, e sai che tutto ciò che hai dato al Tuo servitore, io desidero offrirlo totalmente a loro, e consumarlo tutto nel loro servizio. Fa'  in modo,  o Signore, mio Dio, che i Tuoi occhi veglino su di loro durante il giorno e la notte. Dispiega gentilmente le Tue ali su di loro per proteggerli. Distendi la Tua mano santa per benedirli. Diffondi sui loro cuori il Tuo Spirito Santo perché possa accompagnarli nella preghiera: per rinfrescarli di devoto pentimento, per stimolarli di speranza, per renderli umili nella riverenza, e per accenderli di amore.
    (trad. S.C Nº 76)

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RESOCONTO DELLA MODERATRICE

(Estratti dal resoconto di M. Maìre Hickey del 6 settembre 2005 )

I

Il significato di Polonia e della Varsavia come luogo del nostro incontro- alcune riflessioni sulla nostra vocazione Benedettina.

 Vorrei iniziare il mio resoconto dell'anno 2004/2005 con i ringraziamenti più sinceri a Madre Jolanta, che ci ha invitate a tenere questo incontro in Polonia. Proprio adesso vorrei focalizzare l'attenzione su questo luogo nel quale ci siamo riunite per questo incontro del 2005 del CIB, e ricordarvi come il ritrovarci qui in questa città ci porterà direttamente al cuore della vocazione Benedettina.

 Assisi, la città nelle quale ci siamo riunite lo scorso anno, rimane indubbiamente il luogo per eccellenza simbolo di pace... Quale potrebbe essere la connessione con Varsavia? Il nostro viaggio con il CIB ci ha condotte prima in un posto dove lo spirito evangelico della riconciliazione è percepibile ovunque, dopodiché in una città dove l'abuso criminale di potere da parte di alcuni esseri umani nei confronti di altri e di sentimenti di brutale vendetta, hanno lasciato delle tragiche ferite di guerra, che non saranno rimarginate in breve tempo. Sappiamo che il processo di riconciliazione è iniziato da poco e sta avanzando a brevi passi, ma costantemente... Quando   viaggiamo nella veste di monache e suore Benedettine, non visitiamo posti nuovi solo in qualità di turiste o per accrescere la nostra personale cultura. Noi sappiamo che quello che è successo nella storia recente di questo posto ha a che fare con le nostre vite, qui ed ora. Sappiamo che parte della sete di potere e della violenza che ha portato alla distruzione di questa città è rintracciabile in noi stessi. Sappiamo che attraverso la riconciliazione nella nostra vita monacale quotidiana, noi possiamo contribuire al processo di riconciliazione tra la Polonia e la Germania, tra l'Est e l'Ovest, Nord e Sud e in tutto il globo. Varsavia ci conduce dritto fino al nucleo della nostra vocazione contemplativa, fino alla consapevolezza del nostro ruolo nel processo presente nel mondo quotidianamente, al centro del quale troviamo l'abbandono totale di Gesù a suo Padre, che noi celebriamo ogni giorno nell'Eucarestia.

II

Da che parte stiamo mentre ci incontriamo a Varsavia?

Iniziamo il nostro incontro qui a Varsavia dando uno sguardo ad Assisi e al Congresso degli Abati a Roma, nel 2004, e tirando le somme riguardo a quello che è avvenuto durante quest'anno.

Fino ad ora i nostri incontri sono sempre iniziati con una revisione degli obiettivi che abbiamo perseguito e che abbiamo cercato di raggiungere. Questa volta è diverso. Arrivati a settembre 2004, avevamo raggiunto obiettivi importanti che ci eravamo prefissate, e per i quali avevamo lavorato, per più di vent'anni...Siamo giunte ad un'importante svolta nella nostra storia. Le Monache e Suore che vivono secondo la Regola di San Benedetto sono divenute una Comunione internazionale. Come saremo nel futuro? E' arrivato il momento di identificare e stabilire quali nuove sfide ci attendono negli anni a venire. Ciò significa l'ascolto della parola di Dio e dei segni dei tempi, e l'identificazione delle questioni per le quali siamo chiamate a prenderci la responsabilità. È giunto il momento di iniziare il processo che ci porterà, tra meno di un anno, a definire i progetti e obiettivi concreti per il periodo 2006/2010.

 Alcune riflessioni: dopo il nostro incontro ad Assisi abbiamo ascoltato le presentazioni sul fenomeno della globalizzazione al Congresso degli Abati. Il messaggio è passato chiaramente: la Globalizzazione continuerà ad esistere. Queste problematiche non riguardano più un gruppo ristretto ed individuale. Tutte queste questioni ci riguardano senza distinzioni. Gli eventi di quest'ultimo anno confermano ciò: abbiamo assistito alla partecipazione massiccia e globale ai disastri dello tsunami in Indonesia, l'interesse globale per la morte di Papa Giovanni Paolo II, e la partecipazione sentita ai suoi funerali. La guerra in Irak, il conflitto israelo-palestinese, gli attacchi terroristici a Londra e in tanti altri luoghi si sta formando la consapevolezza globale. Noi siamo membri di questa comunità mondiale. Il fatto di essere benedettine non ci esenta dalla responsabilità di essere abitanti di questa terra. Ma è nostro preciso compito trovare la qualità specifica della nostra responsabilità e la maniera precisa per esercitarla. La nostra visione del futuro dovrà tenere conto di ciò Vivere da Benedettine nel Terzo Millenio significherà imparare qual'è la responsabilità dei monaci e delle monache Cristiane in questo mondo.

San Benedetto ci insegna a vivere con grande cura e attenzione alle piccole cose nella nostra vita quotidiana di comunità. Ma la regola non ci dice di cadere in neurosi compulsive e di preoccuparci solo di noi stesse e della nostra comunità. Ci conduce all'amore per le persone che ci circondano, ma non solo.. Porta i nostri occhi anche al di là di esse, per permetterci di vedere il circolo di luce, in cui è immerso il mondo, proprio come riusciva a vederlo Benedetto. Desideriamo una visione che ci aiuti a cogliere il legame tra le piccole cose e quelle grandi. Abbiamo bisogni di una visione che ci ricordi che siamo chiamate ad una vita di preghiera, contemplazione e lode del nostro creatore nel mondo globalizzato.

 All'interno della comunità globale, l'Europa sta attraversando processi di sviluppo di fondamentale importanza per il mondo del futuro. Il nostro incontro di Varsavia, al centro della riconciliazione tra l'Est e l'Ovest, promette una sfida a noi Benedettine dell'Europa, vale a dire la necessità di formulare una visione per il nostro contributo a riportare la Cristianità in Europa.

I segni del nostro tempo ci stanno chiamando, non solo in Europa, ad azioni concentrate e a decisioni repentine di noi Cristiani, per vivere secondo il Vangelo in questo mondo, sapendo che i poteri delle tenebre sembrano spesso circondarci, ma tenendo a mente che  dobbiamo continuare con fiducia a seguire la luce. La spiritualità è essenzialmente qualche cosa che deve essere vissuta. Ma deve essere anche formulata e comunicata. Il mondo ha bisogno di monache Benedettine che vivano, formulando e comunicando il messaggio cristiano attraverso la loro esistenza e la loro ospitalità monastica. Per incentivare lo sviluppo del monachesimo femminile, essendo questo uno dei nostri obiettivi espressi negli Statuti, necessitiamo di un CIB, che ci aiuti a vivere la nostra vocazione nella realtà del mondo globalizzato del ventunesimo secolo.

III

La guida alla saggezza, una parte della nostra visione.

Credo che quando abbiamo scelto la "guida alla saggezza" come tema per il Simposio 2006, abbiamo di fatto stabilito il tono per le visioni del CIB nei prossimi anni. Senza una buona guida nessuna visione può emergere in una comunità, e senza una buona leadership, le migliori visioni non possono essere messe in pratica. Al Simposio, tra le altre cose, discuteremo di come una persona debba svilupparsi per sviluppare una guida buona e salutare. Ogni essere umano ha sete di potere, come per il cibo e per la stima. L'essere leader può costituire una fantastica opportunità per trovare modi per soddisfare la propria sete di potere. Questa è un'attività che può essere molto esclusiva. Fin tanto che lo faccio io, non sto facendo davvero il leader. Sto probabilmente trascurando o addirittura facendo del danno alle persone che dovrei amministrare. Temo che alcune cose in passato siano andate un pò per il verso sbagliato, nelle nostre comunità, in quanto noi non eravamo abbastanza consapevoli dell'importanza della leadership, e dello sviluppo personale e della trasformazione che sono coinvolte nel processo nel divenire leader, secondo l'accezione cristiana del termine.

 Aiutare lo sviluppo di un tipo di guida che sia salutare sia dal punto di vista umano, che da quello spirituale, nelle comunità di monache, potrebbe essere un elemento di ispirazione nella visione che vogliamo immettere per il prossimo passo del nostro viaggio.

Infine, se stiamo lavorando per il futuro, dobbiamo tenere a mente le nostre consorelle più giovani. Se vogliamo fare passare il nostro messaggio e la visione, dobbiamo ascoltare le giovani e cercare di capirle. Dobbiamo chiederci come il CIB possa essere di aiuto alle nostre comunità di suore e monache nel trovare un campo comune con le nuove generazioni, dando loro lo spazio per crescere e per imparare ad amare la vita al servizio del Signore.

 Alla fine del nostro incontro, dovremo rientrare presso le nostre comunità, alla vita quotidiana di preghiera, intimità, silenzio, umile servizio e ospitalità. Grazie all'incontro del CIB, potremo ritornare a casa con una maggiore consapevolezza attraverso la nostra vita monastica dettata dalla Regola di San Benedetto nel processo di trasformazione e redenzione del nostro mondo.


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Symposium 2006

Il 5° Simposio Internazionale della Communio Internationalis Benedictinarum avrà luogo in Sant'Anselmo, a Roma dal 7 al 14 settembre 2006 con il seguente titolo:

"La guida alla saggezza: in modo che i più forti siano istruiti e i più deboli non abbiano nulla da temere. (RB 64,19). Suor Ruth Fox OSB e Padre Selvaratnam OMI sono stati scelti come relatori. Entrambi avranno due giorni per condividere le loro opinioni e conoscenze riguardo alla direzione Benedettina, allo sviluppo umano e ai bisogni di un leader al giorno d'oggi. Due Benedettine Australiane, Suor Mary McDonald e Suor Elisabeth Brennan si sono rese disponibili per facilitare l'incontro.

Come nel 2002, ad ogni regione è richiesto di mandare una sorella appena professata con meno di 50 anni, che abbia fatto la propria professione solenne dopo il 1° gennaio 2001. Deve essere brava nella comunicazione e se possibile, dovrebbe essere in grado di parlare almeno due delle lingue ufficiali dell'incontro (Inglese, Francese, Italiano, Spagnolo, Tedesco), in modo tale da rendere più accessibile l'incontro e la condivisione con le altre.

Il 15 settembre si terranno le elezioni per la Moderatrice e il Consiglio Amministrativo per i prossimi quattro anni.

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Estratti presi dal documenti sulla leadership dato
da Sr. Judith Ann Heble

Un buon leader è…

    Una persona che ascolta- con un cuore che ascolta.

    Una persona che accetta- e facilita l'adesione da parte di tutti al gruppo.

     * che accetta le sfide di parole e di azioni.

     * empatica e comprensiva.

    Una persona accomodante, e aperta alla diversità.

     * che incorpora,

     * e include tutto

    Una persona che arricchisce,

     * che valorizza i talenti degli altri,

     * e che condivide i valori con le consorelle

    Ebbene, la comunità si aspetta molto dai suoi leader.

    La comunità riceve molto dal proprio leader,

     * che mette a propria disposizione la propria vita per i membri.

Se volete leggere l'intera presentazione, essa è messa a disposizione da
Sr. Monica Lewis,
abtei@abteiburgdinklage.de.

Alcune riflessioni sulla guida,
da parte di M. Erica van de Cauter

  • Il mantenere segreti e l'essere esclusivi producono frutti amari
     
  • Come leader si può essere accettati e amati nonostante le proprie colpe e negligenze. È molto importante che le sorelle percepiscano di essere amate e che molto tempo venga investito per loro.
     
  • La responsabile del Noviziato e la priora erano entrambe due personalità forti che ammiravo molto, e verso cui sono rimasta molto grata nel mio cuore, specialmente per il modo in cui esercitavano la loro autorità. Nonostante io non possa fare quello che hanno fatto loro, io ho imparato molto da loro due, specialmente dal punto di vista della perseveranza e del coraggio.
     
  • La tua visione deve crescere dalla tua vita di Benedettina, dai tuoi sogni e dalla tua esperienza. Ed essa ha la possibilità di diventare corpo e sangue, solo se condivisa con un buon gruppo di lavoro. Per realizzare la propria visione, bisognare sviluppare una strategia nelle proprie concrete circostanze e bisogna lavorarci sopra con perseveranza.
     
  • L'autorità è un dono, che tu devi soltanto ricevere. Il modo con il quale tu parli, e soprattutto tii relazioni con gli altri giocano un ruolo fondamentale: la tua attenzione, impegno, devozione, onestà, integrità, disponibilità; il fatto che tu ascolti, ti consulti, accetti i consigli, discuti, incontri gente e ti relazioni con loro.
     
  • In primo luogo devi essere vivace, creativa, devi apprezzare ed essere d'incoraggiamento, e come guida devi creare interesse nel lavoro con i tuoi collaboratori.
     
  • Non devi fare tutto da sola. Devi delegare altri, distribuire compiti di responsabilità e impegnare altri. Un gruppo centralizzato di collaboratori è particolarmente importante.

     
  • Hai bisogno di una "cassa di risonanza", il cui intuito e conoscenza ti sia di sostegno.

     
  • Come superiore ho imparato essenzialmente a vivere la mia dipendenza fedele verso di Lui, che mi ha incaricato del compito di guida nella mia comunità. Ho imparato ad aspettarmi tutto da Lui solo, ad attribuire ogni successo a Lui ed ogni insuccesso a me stessa.
     
  • Una vita stabile di comunità richiede da parte delle superiori un'attenzione costante per quel che è favorevole o negativo per l'unità e la scelta di intensificare tutto ciò che supporta la solidarietà.
     
  • Conferenze, conversazioni, momenti di consultazione e delibera assumono un ruolo fondamentale, ma anche il fare cose insieme, come ad esempio i momenti di svago o di festa.
     
  • In qualità di superiore sei obbligata a correggere la tua strategia a seconda delle persone disponibili e delle circostanze.
     
  • Le scelte e decisioni importanti devono sempre essere fatte insieme.
     
  • La formazione continua è di primaria importanza, per la superiora e per tutti i membri della comunità. Essa deve essere una delle principali preoccupazioni della superiore.
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Le Benedettine nell’Europa dell’Est

Dal 1989 la vita dei Benedettini nell'Europa dell'est si è ristabilita. Gli individui, o addirittura intere comunità che vivevano in condizioni di clandestinità durante il regime comunista sono ora contenti di ritornare alla loro normale vita monastica, così come la conoscevano prima della guerra, e di stabilire nuovi contatti, impossibili nel tempo della cortina di ferro.

L’Abbadessa Ursula Schwalbe di Alexanderdorf, vicino a Berlino (una volta nella Germania dell'est e parte del blocco sovietico) è stata invitata all'incontro, e anche le abbadesse delle due comunità di Vilnius e Kaunas in Lituania, e l’abbadessa di Zytomierz in Ucraina sono state invitate. Questo piccolo gruppo di ospiti ha rappresentato uno degli obiettivi del CIB in modo speciale; cioè quello di mettere quei monasteri che sono così isolati in contatto l'uno con l'altro e di creare dei legami che incentivino l'incoraggiamento e la crescita. Si è trattato di un'opportunità davvero unica per loro, lo sperimentare l'appartenenza alla famiglia mondiale dei Benedettini, l'incontro con i membri della Conferenza provenienti da tutto il mondo e anche l'Abate Primate, e anche la possibilità di creare nuovi contatti con le comunità polacche o di fortificare antiche amicizie.

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Visita a Zarnowiec, 12-15 Settembre

Il monastero di Zarnowiec, costruito nel XIII° secolo e con una storia di vita monastica Cistercense e Benedettina di parecchi secoli, era stato programmato per gli ultimi giorni dell'incontro. Là siamo state accolte calorosamente da una comunità con diverse origini, la cui monaca più anziana figurava tra quelle che erano state espulse da Vilnius (allora parte della Polonia, attualmente Lituania) dopo la seconda guerra mondiale e che, giunta a Zarnowiec riempì il vecchio e deserto monastero di nuova vita nel 1946.

Le suore più giovani fecero esperienza della fine dell'era sovietica quando erano ancora adolescenti e utilizzarono la nuova libertà acquisita per visitare i paesi dell'Europa dell'Est e gli Stati Uniti, prima di ritornare in Polonia e diventare Benedettine. Il benvenuto nella comunità è avvenuto nella preghiera comunitaria nella nuova cappella, dove molte lingue si sono mescolate tra di loro, e dove i talenti musicali delle nostre ospiti hanno reso le celebrazioni ancora più festose. Il loro benvenuto è stato dimostrato grazie alla cucina polacca ed alcune tavole sono state allestite nei chiostri per poter servire la marea di ospiti presenti. E non abbiamo potuto fare altro che apprezzare la gioia e l'orgoglio con le quali le sorelle ci hanno mostrato le bellezze naturali della costa e le ricchezze storiche e culturali della vicina Danzig. Un grande sforzo è stato dimostrato nella preparazione di una liturgia inclusiva che potesse coinvolgere tutti, che l'hanno percepita come il punto fermo nel centro, verso il quale tutto il resto è rivolto. Loro ci hanno detto, nel loro modo pacato, ma determinato, quanto le monache polacche abbiano da donare alla famiglia mondiale di S. Benedetto.

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Un’impressione personale riguardo alla situazione della Vita Benedettina in Polonia

La storia della Polonia è un elemento importante per la comprensione della storia monastica nel paese e nella mentalità della gente. C'è stato un periodo di affluenza nel medioevo, periodo in cui bellissime chiese e abitazioni furono costruite, regalando bellissime opere d'arte di gran valore. La congregazione del Cuore Immacolato di Maria ebbe origine principalmente tra il XVI° e il XVII°  secolo. In quel periodo parte dell'attuale Polonia era inglobata nell'Impero Austriaco, e ciò è evidente nella maestosa architettura di alcune abbazie. La maggior parte delle abbazie si dissolsero durante la secolarizzazione che si abbatté sull'Europa nel XIX° secolo. Alcune comunità riuscirono a mantenersi unite e si spostarono verso ovest. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, praticamente tutte le comunità hanno una storia di migrazione e povertà e di un nuovo inizio, spesso in vecchi edifici deserti fino a poco tempo prima. Ancora una volta ci viene ricordato di come un esercito dopo l'altro abbia saccheggiato il paese e la terra sia stata divisa tra i conquistatori in diversi modi, attraverso i secoli, fino al giorno d'oggi. Le cicatrici della Seconda Guerra mondiale sono presenti ovunque. Tenendo in considerazione la storia, la religione è stata in diverse maniere, un modo per preservare l'identità nazionale. La Nostra Signora, venerata nell'icona di Tshenstockowa è stata dichiarata la regina della Polonia. La sua influenza materna ha scaldato i cuori di quelle persone marcate dalla sofferenza, rendendole forti nella solidarietà e nella perseveranza. La povertà crescente e il fallimento delle strutture sociali ha portato alla fondazione di congregazioni votate al servizio dei poveri, all'inizio del XX° secolo. È interessante vedere come i suoi fondatori abbiano aderito all'idea di seguire la Regola di San Benedetto, come sorgente di nutrimento spirituale nella situazione impegnativa del loro ministero. La rete di contatti e il senso di solidarietà tra tutti coloro che seguono la regola di San Benedetto sembra costituire una fonte di ispirazione e incoraggiamento per tutti, tanto quanto costituisce un insieme di risorse, in un periodo in cui la chiesa polacca deve fare fronte a tutte le nuove sfide causate dall'influenza del secolarismo dell'occidente.

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Catalogus 2006

Sr. Felicitas Seisenberger della comunità di Venio, ha accettato di intraprendere il compito di rivedere il Catalogus sororum et monialium, editio I, 2000.  Avrete notizie da lei, o da una delle delegate nei prossimi mesi, in quanto vi verranno richieste informazioni riguardo alle vostre comunità. Si spera che il prossimo Catalogus sia pronto entro settembre 2006.

Il suo indirizzo per esteso è il seguente:

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